GABRIELLA PARISI ANNUNCIA LA SUA RICERCA DOCUMENTARISTICA SULLA QUARTA DIMENSIONE - Testata La Voce del Nisseno - Sezione Incontri - Michele Bruccheri

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Siamo argonauti

degli intergalattici spazi mentali,

dove orbitano senza posa

gli universi paralleli della nostra immaginazione.

Siamo profughi di un mondo alla deriva

in cui lame taglienti

fendono gli occhi,

dissolvono la visione,

in un buco nero irrazionale.

Aneliamo a invertire la curvatura Spazio-Tempo

per contemplare,

anche solo per un intervallo di tempo virtuale,

l'infinita estasi della bellezza e del senso.

 

Gabriella Parisi, Manifesto (IMAGES-IN, IN IMMAGINE ABILE -

UN’IMMAGINE ABLE - AN IMMAGINE ABLE,

Galleria Ninni Esposito Arte Contemporanea, Bari, 2015-16)



Ogni ricerca ha i propri perché espressi da cause logiche o contingenti, con una strada che può essere tanto agevole da percorrere e con tutte le indicazioni del caso quanto, al contrario, presentare tutte le eccezioni di un percorso accidentato e inesplorato, senza mappa e ricco di incognite, in cui "perdersi" si trasformerà in un vero e proprio viaggio esperienziale.

E la mia nuova ricerca artistica che ho chiamato “Hidden Dimensions” (in italiano “Dimensioni Nascoste”) esprime quest'ultimo tipo di percorso ed è satellite di un'altra mia ricerca di genere documentaristico, complessa e articolata, che sto mandando avanti dal 2016 e che ha connessioni profonde con la visionaria Teoria delle Stringhe e che potrebbe, in un futuro prossimo, offrirgli risultanze sperimentali.

Le opere scultoree di Hidden Dimensions esprimono una tensione dialettica tra tangibile/intangibile e si immergono alla ricerca di dimensioni nascoste, inesplorate e più autentiche dell'essenza della realtà, fungendo anche da anello di congiunzione di un mio periodo di febbrile creatività artistica, compreso nell'arco temporale degli ultimi tre anni, in cui ho avuto l'urgenza di esprimere un punto di vista originale, significativo e profondo, della realtà attraverso l'arte.


L'opera che ha più influenzato questa mia nuova ricerca artistica è stata Intergalactic Mental Space, un'opera del 2015 che ho rielaborato su di un vecchio manichino degli Anni '60. Intergalactic Mental Space è un “ready-made”, per usare una giusta definizione mediata da Duchamp, che ha avuto una genesi molto lunga nel tempo. All'inizio non avevo subito molto chiaro che tipo di intervento volessi apportare sul manichino e così lo dipinsi di bianco, in più battute, cercando il momento giusto per l'ispirazione. Però avevo un leitmotiv che non riuscivo a togliermi dalla testa ed era l'ispirazione della rappresentazione tridimensionale di uno spazio di Calabi-Yau della Teoria delle Stringhe: un'immagine totalmente nuova che esiste solo in una dimensione extra.

Ho potuto finalmente dar forma a Intergalactic Mental Space in occasione dell'esposizione Images-In a Bari nel 2015, presso la Galleria Ninni Esposito Arte Contemporanea.

Non potrò mai dimenticare che ho lavorato per giorni e giorni all'opera, in modo instancabile, ed è stata l'opera che mi ha assorbito più energia in assoluto: è stata una lotta contro la materia che non ne voleva proprio sapere di “piegarsi” alle mie idee, un corpo a corpo in cui, alla fine, sono riuscita a dar forma a ciò che esisteva solo nella mia testa prima.

L'opera Intergalactic Mental Space sintetizza il mondo macroscopico, rappresentato dall'universo, con quello microscopico come i neuroni e le cellule, che solo apparentemente sono elementi differenti ma che in realtà sono uniti da un campo unificato capace di unire tutti i campi di forze, in cui la coscienza dell'uomo gioca un ruolo fondamentale.

Le opere scultoree che fanno parte della mia ricerca "Hidden Dimensions" sono ispirate alla Teoria delle Stringhe e sono delle sculture di una stilizzazione estrema, quasi matematica, che partono inizialmente dalla standardizzazione di figure geometriche di triangoli che poi ho sviluppato e fatto convergere tridimensionalmente, concependo le forme come se agissero in una dimensione aggiuntiva, ovvero la quarta dimensione, e declinandole nelle forme più disparate. Le Hidden Dimensions portano in sé un'altra dimensione nascosta: l'osservatore, che in questo caso coincide con me artista, che ho contribuito a imprimergli una forma univoca tra le infinite forme potenziali esistenti nella realtà.

Mi ero ripromessa di seguire sempre il “senso” nella mia arte, inteso come significato profondo, ed è quest'aspetto che mi guida e catalizza nella mia ricerca artistica attuale. E ringrazio il grande artista Paolo Rosa che mi ha lasciato come eredità la ricerca del “senso” nell'arte e che ho avuto l'immenso privilegio di conoscere quando era vivo e di dedicare la mia tesi sperimentale al gruppo artistico Studio Azzurro di cui faceva parte, e che con la sua arte sublime fatta di “ambienti sensibili” interattivi, intrisi di umanità, continua a intessere dialoghi significanti con gli spettatori ai Musei Vaticani, accanto ai capolavori di Michelangelo.

GABRIELLA PARISI


 

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Arte Padova 2017

Anche quest'anno i Padiglioni 1, 7 e 8 di Padova Fiere ospiteranno ArtePadova, la tradizionale Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea giunta all’edizione numero 28, che avrà luogo dal 10 al 13 novembre 2017.

Quattro giorni all'insegna dell'arte, con oltre 15.000 opere in mostra su 28.000 mq di superficie, la partecipazione di circa 130 gallerie e una media di 26.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d'Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale

Anche quest’anno verrà presentata una selezione di firme autorevoli del ‘900: Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Mario Sironi, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Tano Festa, Renato Guttuso, Agostino Bonalumi, Alberto Burri e molti altri. Fra i diversi focus ci sarà anche quello sulla fotografia, con i lavori di Michael Kenna, considerato il fotografo di paesaggi più importante della sua generazione e Nobuyoshi Araki, tra i più acclamati fotografi contemporanei giapponesi, noto per il carattere erotico dei suoi soggetti. Presentati inoltre diverse personali fra cui quella dedicata a Tino Stefanoni. Fra le novità di quest’anno si potranno conoscere alcune firme del Rigorismo, movimento nato nel 2011 e composto da una decina di artisti accumunati dal monocromo e dall’estroflessione, fra cui Giuseppe Amadio, Angelo Brescianini, Cesare Berlingeri e Gianfranco Migliozzi, a cui si stanno accodando new entry come Nando Stevoli e M’Horò. Nella sezione Contemporary Art Talent Show, riservata a gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi che presentano opere d'arte dal costo inferiore ai 5000€, verrà assegnato il tradizionale Premio C.A.T – Contemporary Art Talent a cui da quest’anno si aggiunge anche la prima edizione del Premio Mediolanum.

Luogo: PADOVA FIERE
Indirizzo: Via Niccolò Tommaseo 59 - Padova - Veneto
Quando: dal 09/11/2017 - al 13/11/2017
Vernissage: 09/11/2017 ore 18 su invito
Generi: fiera
Orari: da venerdì 10 a domenica 12 novembre dalle 10.00 alle 20.00, lunedì 13 novembre dalle 10.00 alle 13.00


http://www.artepadova.com/


Carmen by Gabriella Parisi - International Women’s Day #BeBoldForChange

Carmen è il nuovo cortometraggio scritto e diretto dall'artista Gabriella Parisi, la storia è liberamente ispirata alla novella di Prosper Mérimée, pubblicata nel 1845 e da cui è tratta anche l'indimenticabile e celeberrima opera di Georges Bizet.
La colonna sonora originale è firmata da Alessandro Porcella, musicista, compositore e music producer, reduce da numerosi riconoscimenti internazionali, che ha già collaborato in passato con Gabriella Parisi per le colonne sonore del cortometraggio Fly on the blue side e del film d'arte Over Game, quest'ultimo esposto alla 54. Mostra Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia nel 2011. 
Il personaggio Carmen, secondo l'artista, incarna il prototipo di una personalità femminile indipendente e passionale che è intrinsecamente fedele solo all'idea dell'amore e della libertà, non ai suoi uomini e alle regole sociali. Inoltre, Carmen è un personaggio così diverso da quelli delineati da Ibsen con la sua Nora, in Casa di bambola e da Alexandre Dumas figlio, in La signora delle camelie, con Margherita, tanto da evidenziare tutti i segni di una presa di posizione femminile, prettamente contemporanea, contro i dettami imposti da un certo pensiero e retaggio di natura maschilista che riduce l'amore al mero possesso, non lasciando alcun margine di libertà alla donna.
La conclusione tragica dell'esistenza di Carmen è il canto del cigno di un destino da cui non poteva sottrarsi ma, nello stesso tempo, è un'esaltazione del sommo valore della libertà a cui Carmen non ha voluto rinunciare nemmeno davanti allo spauracchio della morte, immolando la sua stessa vita. 
La Carmen di Gabriella Parisi non ambisce ad essere un'opera fedele alla novella di Mérimée ma quanto all'idea di libertà espressiva, una libertà che non si avvolge su un significato univoco ma che sviscera, in una spasmodica ricerca di verità sul significato della realtà, molteplici interpretazioni e immagini, amplificando il punto di vista. Inoltre l'opera è intrisa dello spirito poetico presente in Illuminations di Rimbaud e, per alcuni aspetti, è intimamente interconnessa alla sua ricerca e visione.
Il ritmo diegetico di Carmen scorre sui binari della metanarrazione, con accelerazioni di immagini di matrice postmoderna e con frenate riflessive tese alla “decostruzione” del senso che riflettono sulla riflessione stessa, con una restituzione immaginifica della narrazione, totalmente rinnovata e in continuo slancio catartico, tesa a immergersi nei meandri più profondi del pensiero che anima l'agire di Carmen. 
E, in ultima istanza, l'opera suggerisce “finali potenziali” che aprono lo scenario su di una realtà in progress che si libera proprio del finale e che si modella, invece, con la sensibilità dello spettatore, rimandando concettualmente alla libertà ontologica che, non accontentandosi del dato fenomenologico, anela a un senso ultimo e più profondo del senso della vita e a ricongiungersi con la dimensione trascendente.

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Gabriella Parisi's Interview - Insight Magazine n.4, Accademia di Belle Arti di Roma. (Focus Section - p. 52-63)

Quei sondaggi nell'immagine - La Gazzetta del Mezzogiorno. By Pietro Marino

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Giochi fatti ad arte. Neoludica: i videogame entrano alla Biennale

La Repubblica XL - Giugno 2011

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Gabriella Parisi - RKERMANIZADEH blog by Ian Bogost

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Over Game (or Game Over, depending on the translation) - RKERMANIZADEH blog by Ian Bogost

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Il videogioco come forma d'arte contemporanea - Fanpage.it, Autori

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Gabriella Parisi e il suo eclettismo artistico - La Voce del Nisseno by Michele Bruccheri

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Interview: Gabriella Parisi - by ItsLiquid

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